Patrizia Di Benedetti: Il reimpiego di alcune “memoriae” della vecchia Basilica Vaticana durante il pontificato di Paolo V Borghese. Nuove testimonianze documentarie (Estratto dal fasc. I - serie VII)

    

Vengono presi in esame i diversi aspetti legati al reimpiego di opere provenienti dall’antica Basilica Vaticana. Come è noto, la decisione di Paolo V di completare il rinnovamento di San Pietro che prevedeva la distruzione della navata longitudinale della basilica costantiniana comportò la rimozione delle opere che durante i secoli vi si erano accumulate. Lo smantellamento degli apparati decorativi ebbe luogo entro la fine del primo decennio del XVII secolo. Se alcune opere riuscirono ad essere conservate in modo pressoché integrale, la maggior parte sopravvisse in uno stato frammentario. Scampati alla ruina, molti reperti trovarono una nuova sistemazione in apparati decorativi moderni. Il fenomeno del reimpiego assunse un ruolo rilevante per quantità e qualità dei materiali. Lo studio si occupa dei manufatti lapidei di epoca medievale e rinascimentale, focalizzando l’attenzione sull’esito formale dell’operazione di riuso. Che non si tratti di un aspetto marginale della produzione artistica è dimostrato dagli artisti e dai committenti coinvolti, spesso personaggi di primissimo piano dell’ambiente romano. Attraverso la documentazione d’archivio edita ed inedita è possibile ricostruire la rete dei rapporti ed anche le diverse modalità di accesso ai materiali. Emerge un interesse diffuso per le “memoriae” dell’antica Basilica Vaticana che implica una rilettura dell’arte del passato.

The reuse of some “memoriae” of the old Vatican Basilica during the pontificate of Paul V Borghese (1605-1621). New documentary evidence

The author examines the various aspects linked to the reuse of materials recovered from the old Vatican Basilica. As is well known, Paul V’s decision to complete the new St. Peter’s would entail the destruction of the whole of the nave of the Constantinian basilica. This involved the removal of works of art and ornaments that had accumulated in the basilica over the centuries. The stripping of the decorative elements that had adorned the old St. Peter’s took place by 1610. If some of these works were preserved virtually intact, most have survived in a fragmentary state. Thus saved from demolition, many architectural and sculptural fragments from the old basilica were reused in modern decorative ensembles. The phenomenon of reuse assumed a significant role in terms of the quantity and quality of the materials reused. The present study is devoted to stone artefacts of the medieval and Renaissance periods, focusing particular attention on the formal results of reuse. That this was not a marginal aspect of artistic creation during the pontificate of Paul V is demonstrated by the artists and patrons involved, often leading personalities in Rome at the time. Published and unpublished archival documentation is used to reconstruct the network of relations and also the various modes of access to the salvaged materials. What emerges from the documents is a widespread interest in the “memoriae” of the old Vatican Basilica involving not only their reuse but a re-interpretation of the art of the past.