Marco Chiarini: “Addenda” a Filippo Napoletano: tra Napoli e Roma (Estratto dal fascicolo 8)

    

L’autore ha riconosciuto la mano e lo stile di Filippo Napoletano (1589 – 1629 ) in due dipinti su lavagna conservati in collezione privata, rappresentanti il ‘Martirio di Santa Caterina d’Alessandria’ e il ‘Massacro degli Innocenti’. Esse sono tra le poche pitture dell’artista che utilizzano questo genere di supporto in pietra e sembrerebbero appartenere al suo primo periodo romano, quando si stabilisce in questa città dopo la formazione napoletana. Vi si riscontrano suggestioni di un certo tipo di cavaraggismo, specie per l’attenzione, in questo primo momento, per le piccole scene di genere o di storia, come già rilevato dal Mancini, suo primo biografo, e alcune affinità con le opere del pittore olandese Leonaert Bramer, che fu attivo a Roma intorno al 1615.


Addenda to Filippo Napoletano (two): between Naples and Rome

The author has recognised the hand and style of Filippo Napoletano (1589–1629) in two paintings on slate, belonging to a private collection, representing the ‘Martyrdom of St. Catherine of Alexandria’ and the ‘Massacre of the Innocents’. They are among the few paintings by the artist on this kind of stone and would appear to date from his early period when he settled in Rome after his apprenticeship in Naples. This is suggested by a certain “Caravaggism” in the two scenes and by affinities with the work of the Dutch painter Leonaert Bramer, who was active in Rome around 1615.